La LEGGE è uguale per TUTTI?

Una magistrata riceverà un risarcimento di 80mila euro per essere stata diffamata dalla trasmissione televisiva di Rete 4 “Fuori dal coro”!

ma..

Per arrivare a una condanna per diffamazione non è necessario che si dica una cosa falsa, si può diffamare anche dicendo una ..

VVVVVV
cosa vera!
^^^^^^^

Nota Bene, sto citando Blondet:

https://www.maurizioblondet.it/vendetta-e-intimidazione-di-un-giornalista/

da it.cultura.filosofia la discussione va avanti:

flap:

La diffamazione è un reato previsto dall’ordinamento giuridico italiano che consiste nell’esprimere in pubblico, tramite scritto, discorso o gesto, accuse o imputazioni false e denigratorie nei confronti di una persona, ledendo la sua reputazione e il suo onore.

Per costituire il reato di diffamazione è necessario che l’accusa sia stata giudicata falsa, dunque anche sia oggettivamente vera ma giudicata falsa in un processo, e che sia idonea a ledere l’onore e la reputazione della persona offesa. È inoltre richiesta la pubblicità del fatto, ovvero che l’accusa venga divulgata in modo tale che possa essere percepita da un numero indeterminato di persone.

Nel caso specifico l’accusa ai magistrati sarebbe di sicuro giudicata falsa, anche se oggettivamente vera, in quanto un magistrato ha il potere di rendere ufficialmente vera una cosa falsa. La pubblicazione dell’accusa in un programma televisivo, anteponendola al suo giudizio da part della magistratura, implica nei fatti che il reato di diffamazione è stato compiuto e gli autori del programma televisivo saranno automaticamente giudicati colpevoli e condannati.

La diffamazione può essere punita con la reclusione fino a tre anni o con la multa fino a 516.456 euro, a seconda della gravità del fatto. In alcuni casi particolarmente gravi, come ad esempio la diffamazione nei confronti di un pubblico ufficiale o di un magistrato, la pena può essere aggravata.

Per difendersi da un’accusa di diffamazione, è possibile dimostrare la verità delle affermazioni fatte o provare che si è agito in buona fede, senza l’intenzione di ledere la reputazione dell’altra persona.

Lino (di 6viola) risponde a flap:

I “padroni del discorso” come li chiama Blondet, realizzano quello che Orwell aveva previsto nel romanzo 1984: cioé cambiano il significato delle parole.

Se fai una ricerca del significato della parola “vaccino” prima del 2020 troverai che vaccino significava un farmaco in grado di immunizzarti ed impedire il contagio.

Se fai la stessa ricerca dopo 2020, vedrai che gli enti ufficiali considerano una definizione diversa, poiché si possa manipolare la popolazione che era rimasta legata alla definizione precedente.

Esattamente cito:
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cit on
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“Il Centers for Disease Control and Prevention (CDC), ovvero l’ente governativo statunitense deputato, in base alla legge Usa, al controllo sulla sanità pubblica e a monitorare, insieme alla Food and Drugs Amministration (FDA), la sicurezza dei vaccini, ha modificato la definizione stessa di cos’è un vaccino.

Oggi, accedendo alla pagina relativa sul sito del CDC, è definito vaccino: “Una preparazione che viene usata per stimolare la risposta immunitaria del corpo contro le malattie”.
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cit off
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fonte:
https://www.lindipendente.online/2021/09/08/esclusivo-gli-usa-hanno-modificato-la-definizione-di-vaccino-durante-lapprovazione-di-pfizer/

Quindi è stato introdotto quello che Orwell chiamava “il ministero della verità” (in “1984” di Orwell)

Perché “la legge è uguale per tutti, ma per qualcuno è più uguale” (in “la fattoria degli animali” di Orwell”)

Dunque gli strumenti per manipolare le masse erano già ampiamente noti, e -in Logica- basta “cambiare il nome agli enti e come operano” -> per avere conseguenze _diverse_.

Del resto nel celebre processo di re Salomone che racconta la ricerca di chi era la “vera madre” di un bambino che era conteso tra due donne cosa usa Salomone?

Usa, di fronte al mentire -in violazione della verità- il paradosso:

Quale paradosso?

Finge -Salomone- di dire alle guardie “sia dato metà bambino a ciascuna delle 2 madri”!

Usa, se vogliamo capire: il “Cui Prodest”, cioé a chi giova che il bambino sia integro?

Quella che cercherà di salvare la vita al bambino -> sarà la vera madre.

E applicato il concetto di “Cui Prodest” ai giorni nostri:

1) c’è la libertà di opinione -teoricamente- che non sia “apologia di reato”.

2) può mai essere affermato che dire la verità sia un reato?

Certo che può essere fatto: indicando il caso di “lesa maestà!”

E cioé .. che siamo nello scenario in cui non siamo tutti uguali di fronte alla LEGGE, che dovrebbe valere senza eccezioni per tutti.

Da ciò stiamo rinunciando alla *convivenza civile*, verso un regime di “regolazione della sudditanza” da un POPOLO che era SOVRANO (art.1 della Costituzione) ad un popolo “servo del re” (della piramide del potere).

Un POPOLO che non deve alzare la testa e dire “il re è nudo” anche quando fosse che “il re è nudo”

cvd.

 

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