NATALE 2023: l’aborto secondo il rito di satana

Nella parola NATALE si nasconde il termine NATO, NASCITA.
Ma come segnala anche Blondet le donne che si sentono oppresse e rivendicano il diritto all’aborto, e cioé a respingere la nascita, oggi hanno una alternativa:

L’ABORTO SECONDO IL RITO DI SATANA. (vedi articolo di Blondet)

Ammazzare Trump? Il marito della Nuland la butta lì…

link: https://www.maurizioblondet.it/ammazzare-trump-il-marito-della-nuland-la-butta-li/

Non si pensi che sia solo folklore e una innocente cosa bizzarra.

Poiché

  1. Il “diritto all’ABORTO” è NORMATO anche nella legge in ITALIA. Il numero di aborti in un anno si valuta che ammonta a 3 volte la popolazione italiana attuale.
  2. Il problema che secondo il WEF siamo troppi e necessiterebbe ridurre la popolazione mondiale a meno di 1 miliardo di persone (su circa 7 miliardi attuali) si innesta con la sopravvivenza del pianeta che non sopporterebbe un numero eccessivo di abitanti. Dunque il “danno collaterale” che i farmaci sperimentali venduti come vaccini riducono la capacità di avere figli è salutato, dalla elite, come un fatto auspicabile che aiuta al de-popolamento.

Come manipolare le masse per convincerle ad avere meno figli?

La strada maestra è ..

  • abilitare LE GUERRE
  • agevolare le carestie e mancanza di cibo
  • favorire la diminuzione del potere di acquisto con la inflazione
  • aumentare i costi delle materie prime, compresi i carburanti
  • sterminare le etnie dalle zone dove i carburanti sono in abbondanza (in Gaza, in America Latina)
  • spargere malattie che distruggano il sistema immunitario come nella sperimentazione covid19
  • favorire la conoscenza del diritto all’ABORTO.

C’è inoltre un problema di gestire le masse nell’interim del passaggio da 7 miliardi di persone a meno di 1 miliardo di persone come abitanti del pianeta.

Se vi fosse ancora AMATEVI E MOLTIPLICATEVI, AMA IL PROSSIMO TUO COME TE STESSO, ETC.. le persone vedendo l’aumento della mortalità, anche solo per l’autista dell’autobus che sviene e uccide i passeggeri andando a cadere da un cavalcavia, o contro un ostacolo .. comincerebbero a chiedersi se chi ci governa abbia l’interesse ad “operare nell’esclusivo interesse della Nazione” come recitano i ministri in ITALIA nel momento di insediarsi al governo.

Ma se fosse introdotto, o meglio re-introdotto il vecchio ..

“MORS TUA VITA MEA”?

Da ciò, a nostro avviso, vi è la strada non del super-uomo di Hitler, ma della super-donna, cavalcando i fatti di cronaca nera, in cui il caso Giulia Cecchettin, è il capro espiatorio sull’altare di ICONIZZARE un femminile che non deve ambire ad un rapporto di dialogo e alla PARI con l’altro sesso (quello maschile), ma a sganciarsi da uno stato relazionale anche solo ipotetico.

Da cui l’uomo sarebbe da temere e per il semplice fatto che mirerebbe ad indurre uno stato di sudditanza nella compagna che accettasse una relazione sentimentale.

Dice una donna nel film “La ruota del tempo”: “Voi uomini, non meritate di accedere ad incanalare l’unico potere, poiché ogni cosa che toccate la sporcate. E quando accedete all’unico potere impazzite! .. e cominciate ad uccidere anzitutto le persone che amavate”. (seconda stagione, primo episodio).

la prima volta della citazione nella stagione 1, primo episodio, al minuto 2 e 46 secondi:
“questo potere appartiene alle donne, e solo alle donne, e quando lo toccate, voi lo sporcate”. Le altre parti della citazione nel seguito della storia.

Molti film della nuova mitologia che nutre gli umani tramite la filmografia alludono ad un ritorno al MATRIARCATO.

Lo trovate nella serie ..

Oggi si celebrano i funerali di Giulia Cecchettin con grande rilevo su tutte le principali tv in ITALIA:

LIVE I funerali di Giulia Cecchettin a Padova: diretta video

ore 12.09 sta parlando il padre di Giulia Cecchettin:

il discorso del padre Gino di Giulia Cecchettin:
++
cit on
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2 ore, 58 minuti, 6 sec:
Carissimi tutti, abbiamo vissuto un momento di profonda angoscia,
ci ha travolto una tempesta terribile, ed anche adesso questa pioggia di dolore, sembra non finire mai.

Ci siamo bagnati, infreddoliti, ma ringrazio le tante persone che si sono strette attorno a noi, per portarci il calore del loro abbraccio.

Mi scuso per non dare riscontro personalmente, ma ancora grazie per il vostro sostegno. Il vostro sostegno di cui avevamo bisogno in queste settimane terribili.

La mia riconoscenza giunga anche a tutte le forze dell’ordine, al vescovo, e ai monaci che ci ospitano. Al presidente Zaia, al ministro Nordio, e alle istituzioni che congiuntamente hanno aiutato la mia famiglia.

Mia figlia Giulia era proprio come l’avete conosciuta. Una giovane donna, straordinaria, allegra e vivace, mai sazia di imparare, ha abbracciato la responsabilità della gestione famigliare, dopo la prematura perdita della sua amata mamma.

Oltre alla laurea che si è meritata e che ci sarà consegnata fra pochi giorni, Giulia si è guadagnata ad honorem anche il titolo di mamma.

Nonostante la sua giovane età era già diventata una combattente. Una oplita come i soldati greci, tenace nei momenti di difficoltà, il suo spirito indomito ci ha ispirato tutti.

Il femminicidio è spesso il risultato di una cultura che svaluta la vita delle donne, vittime proprio di coloro che avrebbero dovuto amarle.

Ed invece sono state vessate, costrette a lunghi periodi di abusi, fino a perdere completamente la loro libertà, prima di perdere anche la vita.

Come può accadere tutto questo?

Come è potuto accadere a Giulia?

Ci sono tante responsabilità, ma quella educativa ci coinvolge tutti, famiglie, scuola, società civile, mondo della informazione.

Mi rivolgo per primo agli uomini, perché noi, per primi, dovremmo dimostrare di essere agenti di cambiamento, contro la violenza di genere.

Parliamo agli altri maschi che conosciamo, sfidando la cultura che tende a minimizzare la violenza di uomini apparentemente normali.

Dovremmo essere attivamente coinvolti, sfidando la diffusione di responsabilità, ascoltando le donne, e non girando la testa di fronte ai segnali di violenza anche i più lievi.

La nostra azione personale è cruciale per rompere il ciclo e creare una cultura di responsabilità e supporto.

A chi è genitore come me, parlo con il cuore: insegniamo ai nostri figli i valori del sacrificio e dell’impegno, ed aiutiamo anche ad accettare le sconfitte.

Creiamo nelle nostre famiglie quel clima che favorisce il dialogo, un dialogo sereno, perché diventi possibile educare i nostri figli al rispetto della sacralità di ogni persona, ad una sessualità libera da ogni possesso e all’amore vero, che cerca solo il bene dell’altro.

Viviamo in una epoca in cui la tecnologia ci connette in modi straordinari. Ma spesso, purtroppo, ci isola e ci priva dal contatto umano reale.

E’ essenziale che i giovani imparino a comunicare autenticamente, a guardare negli occhi degli altri, ad aprirsi alla esperienza di chi è più anziano di loro.

La mancanza di connessione umana autentica, può portare incomprensioni e decisioni tragiche.

Abbiamo bisogno di trovare la capacità di ascoltare e di essere ascoltati. Di comunicare realmente, con empatia e rispetto.

La scuola ha un ruolo fondamentale nella formazione dei nostri figli. Dobbiamo investire in programmi educativi che i insegnino il rispetto reciproco.

L’importanza delle relazioni sane e la capacità di gestire i conflitti in modo costruttivo, per imparare ad affrontare le difficoltà senza ricorrere alla violenza.

La prevenzione della violenza di genere inizia nelle famiglie, ma continua nelle aule scolastiche. E dobbiamo assicurarci che le scuole siano luoghi sicuri ed inclusivi per tutti.

Anche i media giocano un ruolo cruciale da svolgere in modo responsabile. La diffusione di notizie distorte e sensazionalistiche non solo alimenta una sfera morbosa, dando spazio a sciacalli complottisti, ma può anche contribuire a perpetuare comportamenti violenti.

Chiamarsi fuori, cercare giustificazioni, difendere il patriarcato quando qualcuno ha la forza e la disperazione per chiamarlo col suo nome, trasformare le vittime in bersagli, solo perché dicono qualcosa con cui -magari- non siamo daccordo non aiuta ad abbattere le barriere. Perché da questo tipo di violenza, solo apparentemente personale ed insensata, si esce soltanto sentendoci tutti coinvolti.

Anche quando sarebbe facile sentirsi assolti.

Alle istituzioni politiche chiedo di mettere da parte le differenze ideologiche per affrontare unitariamente il problema della violenza di genere. Abbiamo bisogno di leggi e programmi educativi mirati a prevenire la violenza, a proteggere le vittime, e a garantire che i colpevoli siano chiamati a rispondere delle loro azioni.

Le forze dell’ordine devono essere dotate delle risorse necessarie per combattere attivamente questa piaga e degli strumenti per riconoscere il pericolo.

In questo momento di dolore e tristezza dobbiamo trovare la forza di reagire. Di trasformare questa tragedia in una spinta per il cambiamento.

La vita di Giulia, la mia Giulia, ci è stata sottratta in modo crudele, ma la sua morte può, anzi deve essere il punto di svolta per porre fine alla terribile piaga della violenza sulle donne.

Grazie a tutti per essere qui oggi. Che la memoria di Giulia ci ispiri a lavorare assieme per creare un mondo in cui nessuno debba temere per la propria vita.

Vi voglio leggere una poesia di Gibran che credo possa dare una reale rappresentazione di come bisognerebbe imparare a vivere:

Il vero amore non è né fisico né romantico.
Il vero amore è l’accettazione di tutto ciò che è,
è stato, sarà e non sarà.
Le persone più felici non sono necessariamente
coloro che hanno il meglio di tutto,
ma coloro che traggono il meglio da ciò che hanno.
La vita non è una questione di come sopravvivere alla tempesta,
ma di come danzare nella pioggia.

Cara Giulia,
è giunto il moneto di lasciarti andare, salutaci la mamma, ti penso abbracciata a lei e alla speranza che stretti insieme il vostro amore sia così forte da aiutare Elena, Davide, e anche me, non solo a sopravvivere a questa tempesta di dolore che ci ha travolto, ma anche ad imparare di danzare sotto la pioggia.

Sì, noi tre che siamo rimasti, vi promettiamo che un po’ alla volta impareremo a muovere i passi di danza sotto la pioggia.

Cara Giulia, grazie per questi 22 anni che abbiamo vissuto insieme e per l’immensa tenerezza che ci hai donato. Anche io ti amo tanto e anche Elena e Davide ti adorano.

Io non so pregare ma so sperare.

Voglio sperare insieme a te e alla mamma.
Voglio sperare insieme ad Elena e Davide e voglio sperare insieme a tutti voi qui presenti .. voglio sperare che tutta questa pioggia di dolore .. fecondi il terreno delle nostre vite.

E voglio pserare che un giorno possa germogliare.

E voglio sperare che produca il suo frutto di amore, di perdono e di pace.

Addio Giulia amore mio.

Aggiornamento 05 dic 2023, ore 19.07

C’è qualcosa che non quadra nella vicenda di Giulia Cecchettin?

Da telegram:
https://t.me/c/1429977156/285811

dice Sacchetti:
L’autopsia condotta su Giulia Cecchettin parla
di dissanguamento e questo mette di fronte
ad una impossibilità logica. Il rapporto della
polizia tedesca afferma che non c’è sangue
nell’auto di Filippo. Ciò vuol dire che una delle
due versioni è falsa.

AGGIORNAMENTO 6 DIC 2023, ORE 15.57:

In merito alle indagini emergono altre versioni dei fatti che -per ora- sono in contrasto tra le varie versioni:

Niente sangue nell’auto di Turetta: qual è la verità sull’omicidio di Giulia Cecchettin?

Nel resoconto di Porta a Porta si afferma che l’autovettura dall’11 nov 2023, ad oggi 6 dic 2023, cioè dopo 26 giorni “non è ancora stata esaminata dalla polizia scientifica italiana”:

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