perché l’elettrone viaggiando nel cosmo (che sia veramente vuoto) non perde energia? (studio)

Premessa:
link1:
https://6viola.wordpress.com/2018/07/16/electron-radius/

al link1 si ottiene una formula per il calcolo del raggio dell’elettrone:

qui di seguito la foto del link1:

vediamo di dimostrare la formula del link1 qui sopra:

(1) Fcu=k*q1*q2/r^2;

(2) q1=q2=e

sostituendo in (1)

(3) Fcu=k*e^2/r^2

L’integrale di Fcu in dr restituisce:

(4) Energy=k*e^2/r = m0*c^2

esplicitando r

(5) r=(k*e^2)/(m0*c^2)

dove la (5) è la prima equazione di wikipedia

mentre la (4) su wiki vede Energy=E

cvd.

Nel calcolo del raggio di Schwarzschild per l’orbita deterministica di un elettrone attorno ad un protone:

link2:

https://it.wikipedia.org/wiki/Raggio_di_Schwarzschild

si scriverebbe:

r(s)=2GM/c^2

dove M=massa del protone
dove m=massa dell’elettrone

e si afferma che tale formula sarebbe stata ottenuta come segue:

Ec1=(1/2)*m*(v_f)^2; quando v << c

U(r)=GmM/r

Uguagliando Ec1=U(r) si ottiene:

(1/2)*m*(v_f)^2 = GmM/r

che può essere riscritta come:

(v_f)^2=2GM/r; oppure come

(v_f)=sqrt(2GM/r)

che è la stessa velocità indicata al link2.

Tuttavia, va considerata v_f “una velocità di fuga” e “normale all’orbita”.

Mentre la situazione stabile sarà la seguente:

F1(g)=GmM/r^2

F2(g)=m*v_TG^2/r

F1=F2=GmM/r^2=m*v_TG^2/r

GM/r=v_TG^2

da cui anche quando v_TG=c avremo

r=GM/c^2

che è il vero raggio di Schwarzschild (applicabile ad un BH) quando v=c e che differisce del fattore 2, con quello ufficiale.

ma stiamo riferendoci ad ambiti macrocosmo!

dove M è la massa maggiore in un orbita limite.

Viceversa ..

r, con Schwarzschild, se è ottenuto -nel caso protone + elettrone- con la tecnica ricondotta a quella “gravitazionale” (vedi link2 che segue), che sia r=2GM/c^2, oppure r=GM/c^2 non tiene conto, però, che la forza prevalente tra protone ed elettrone non è gravitazionale, ma di Coulomb.

Da cui si può applicare la struttura di Coulomb al protone, ma con un adattamento che è descritto al link seguente:

link2

new-H@ Deterministic Orbit of H (Hydrogen): TH-16

r1= : 5.6358997031146E-15 (circa lo stesso valore del re “classico” del link1)

Quindi si può sostituire il calcolo con Coulomb (link1) con le orbite di Einstein nel modello modificato a funzionare sulla forza Coulombiana ed otteniamo un raggio simil BH (black hole) che però non è un raggio dell’elettrone ma della struttura orbitale protone+elettrone.

Ed il valore di r1 è -infine- leggermente più grande (del link1) come ci si poteva attendere, visto che r1 è un raggio orbitale dell’elettrone attorno al corpo maggiore che è il protone.

 

Nello studio seguente si valuta la espansione della massa di un elettrone nella collisione tra elettrone ed antielettrone.

Poiché si suppone che prima della collisione l’elettrone sia quasi totalmente “materia”, e invece dopo la collisione si abbia massa radiativa, allora, si ottiene un importante risultato nel trovare una espansione del raggio di Schwarzschild che questa volta è riferito all’elettrone stesso, considerato semplicemente materia che orbita su se stessa, alla velocità v_TG=1/2*c prima della collisione, ed alla velocità v_TG’=c dopo la collisione.

link3: https://6viola.wordpress.com/2018/01/05/fractal-context-sensitive-logic-on-electron-photon-physics/

FRACTAL Context-sensitive LOGIC on electron, photon [Physics]

Dallo studio si conclude che la variazione del raggio dell’elettrone raddoppia (dallo stato massivo allo stato radiativo) in formule matematiche:

sia r2 = raggio del fotone

sia r2 = raggio dell’elettrone ancora massivo (prima dell’urto con l’anti-elettrone)

allora

r2=2*r1

ciò genera che il nuovo volume, nella situazione fotone,

se Vol_1=volume elettrone di raggio r1

se Vol_2=volume ex elettrone (quindi fotone) di raggio r2=2*r1

mostra

Vol_2=8*Vol_1

Poiché stiamo esaminando lo stato relazionale del raggio di un elettrone ancora massivo, con lo stato relazionale di un ex elettrone, pensato come fotone ..

in ipotesi che lambda = diametro di una sfera associata al fotone ..

essendo il diametro = 2 volte il raggio ..

Ipotesi N.1:

Se prendiamo un valore di lambda (dell’elettrone)

lambda= 2*(re del link1) = 2.81E-15 metri=circa 6E-15 metri

dal legame lambda=c*f

la f è obbligata a soddisfare lambda=c*f

Grazie al link4:

https://it.wikipedia.org/wiki/Spettro_elettromagnetico

re = 3E-15 metri

sia lambda = 2*re = diametro del volume che circonda un fotone, come dimostrato al link3

lambda=6E-15 metri

calcoliamo la frequenza associata:

c=lambda*f

f=c/lambda=(3E8)/(6E-15)=0.5E23 Hz=5E22 hz

frequenza typ nella emissione dei raggi gamma ..

che sono le frequenze di luce emesse dalle stelle a causa della fusione nucleare.

(vedi link4)

cvd.

Corollario:

Da quanto sopra la massa massiva (per esempio di un elettrone) nel divenire radiativa ha un raggio della “particella” che raddoppia, e quindi un cambio di stato.

Nello stato massivo = il raggio è r=re
Nello stato radiativo = il raggio è r=2*re=lambda

E quindi lo studio attale relaziona le caratteristiche dello stato massivo, a quello radiativo, e alla misura elettromagnetica del fotone tramite c=lambda*f

cvd.

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