Quel padre Livio che sbaglia di Anticristo (by Matteo D’Amico & Maurizio Blondet)

Maurizio Blondet (M.B.) ospita due commenti sulla gestione di Radio Maria: https://www.maurizioblondet.it/quel-padre-livio-che-sbaglia-di-anticristo/

Quel padre Livio che sbaglia di Anticristo

Per chi si interessa di scienza, come me, sembrerà “strano” che si voglia interessare di religione, o meglio di metafisica.

Per chi voglia leggere la mia dimostrazione matematica della esistenza di Dio (7 pagine in A4):

Noetica__Cybernetics.pdf

Ma -in verità- non stiamo parlando di religione! .. poiché stiamo parlando di “diritto di opinione, sia che coincida con la nostra opinione, e sia che sia contraria, in modo totale o parziale alla personale idea.

Quindi invito a leggere l’articolo, sopra citato ed aggiungo -qui di seguito- un breve commento:

Spiego, anzitutto, il mio difficile rapporto con i preti.
Da giovane mia nonna mi portò a sentire prima il rosario, e poi la messa.

Il prete mi chiese se volevo fare il “chirichetto”. Gli chiesi “che cosa devo fare se accetto?”

  1. suonare la campanella ad un certo punto della funzione religiosa
  2. aiutare il sacerdote a versare le ampolle di acqua e vino nel calice

Infatti sia per le ostie e sia per il contenuto del calice .. Cristo disse: “fate questo in memoria di me” (questo -il pane- è il mio corpo e questo -il vino- è il mio sangue).

Tuttavia nei millenni il rito è stato amputato distribuendo sole le ostie quando che sarebbe bastato immergere l’ostia del calice poco prima di distribuirla al singolo che vuole ripetere il rito.

Dopo qualche mese un altro ragazzo mi chiese se poteva fare lui il chirichetto, ed io senza esitazione gli dissi: “va bene .. io non ho nulla in contrario”.

Quindi per me non c’era (e non c’è) nulla di male nel desiderio -innocente- di sperimentare quella liturgia, sebbene come ho appena spiegato il pre-te, immagina che tu possa accedere al divino solo tramite il pre-te, che si frappone tra te e Dio, ossia si mette pre, prima, di te, come medium non eliminabile alla esperienza della ricerca di Dio.

Da ciò ho avuto sempre una grande tolleranza nei miei contatti con la liturgia, assolvendo il mio volontariato del condurvi mia madre alla “messa sacerdotale” e anche a una bambina disabile che mi chiedeva di essere accompagnata.

Poi con la bambina disabile, finita la messa, ai giardini pubblici, gli chiedevo: “cosa hai capito delle letture?”

E lei mi diceva “non ho capito niente”, ed io gli spiegavo quello che avevo capito io.

Ultimo aneddoto: mi chiede di partecipare ad un gruppo di preghiera un mio amico, medico.

Io accetto e ci troviamo in una saletta parrocchiale, forse 12 persone + il prete.

Ad un certo punto del discorso il prete ci dice: ” la Chiesa è come la sorella ubbidiente delle 2 sorelle di Lazzaro di Betania ..”

Quando è il mio turno di parola gli dico: “è vero Marta era la sorella ubbidiente, ma quando Marta si lamentò con Cristo perché sua sorella, Maria, non la aiutava alle faccende domestiche .. Cristo le rispose ‘Marta Marta tu fai cose buone, ma materiali, tuttavia tua sorella accovacciata ai miei piedi, si è scelta la parte MIGLIORE,  la contemplazione mistica, e ciò NON LE SARA TOLTO!”

Quindi avevo rotto l’incantesimo del pre-te.

Da ciò al successivo appuntamento settimanale il pre-te ci fece trovare un cartello che diceva che l’appuntamento era stato eliminato per altri impegni. E quindi -indirettamente- noi, senza il pre-te non avevamo diritto alla ricerca di Dio.

Dimenticavo un ultimo episodio:

Durante il servizio militare andai a sentire una funzione religiosa. Dopo le letture un giovane sacerdote ci disse: “Qualcuno vuole commentare le letture?”

Io attesi che qualcuno volesse intervenire, ma passarono molti minuti e alcuni che non avevano seguito si domandarono cosa stesse succedendo e perché quel prete avesse interrotto la liturgia.

Alzai la mano per chiedere il permesso di intervenire e il sacerdote mi disse che potevo farlo:

Gli risposi: “sono circa 2 mila anni che non possiamo commentare le letture della Bibbia e del vangelo, e quindi ci avete tenuti in silenzio, e non eravamo abituati a commentare. Ma penso che se sarà iniziata una consuetudine .. chi vorrà sarà felice di potere intervenire”.

La liturgia riprese, ma le domeniche successive il sacerdote non si fece più vedere.

§§§

Dopo questa breve premessa vengo a padre Livio:

Dovetti andare a Medjugorie per accompagnare in pellegrinaggio una persona di famiglia che voleva andarvi.

Quello che succede a Medjugorie non si può descrivere a parole, bisognerebbe andarci.

Sull’autobus del ritorno ci chiesero: “perché siete venuti a Medjugorie?”

Io risposi: “come opera di misericordia nell’assistere le persone che volevano andarci, poiché di mia iniziativa non ci sarei MAI venuto, perché -secondo me- Dio è in cielo, in Terra, ed in ogni luogo”.

Quindi io ho un cattivo approccio alla liturgia, ma capisco che per molti è importante, e quindi -se posso- sono per aiutare le persone.

Tuttavia, padre Livio, come ogni pre-te che si mette a medium tra il singolo e Dio ha contribuito al concetto che il popolo è un popolo bue e senza il sacerdote non avrebbe un modo di cercare Dio.

Da ciò interpreta le apparizioni in vari luoghi come anche a Medjugorie, come una cosa che è suo compito spiegare.

Infine i Cristiani sono cresciuti nella storia, sul sangue dei martiri, non perché hanno cercato di farsi uccidere o a loro volta mettersi nelle condizioni di farsi ammazzare. Ma perché chi cerca la verità non è compatibile con le pulsioni del mondo della nostra attuale esperienza umana. E quindi deve fare una scelta: o cercare la potenza nella materia, oppure cercare la verità.

Grazie dell’occasione.

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